Un minuto,
e capisci tutto.
Come si apre, come si cerca una password, come appare sul telefono. Meglio vederlo che spiegarlo.
Un caveau,
non un servizio.
Hush tiene le tue password dentro al tuo Mac e basta. Non c’è un account da creare, non c’è un server da fidarsi, non c’è un abbonamento che scade. Se domani chiudo bottega, le tue password restano dove sono e continuano ad aprirsi.
niente account
Nessuna email da lasciare, nessuna password da ricordare oltre alla tua. Apri l’app e sei dentro.
niente server
I dati non escono da casa tua. Anche il passaggio dal Mac all’iPhone avviene in locale, da dispositivo a dispositivo: non c’è nessun archivio altrui da farsi bucare.
niente abbonamento
Ventinove euro e novanta, una volta sola. Non ci sono rinnovi, e l’app non smette di funzionare se un giorno smetti di pagarmi.
Uno schedario,
non una lista.
I gestori di password sono tutti la stessa tabella con dentro centinaia di righe. Hush è una parete di cassetti: uno per progetto, ognuno col suo nome, la sua icona e il suo post-it. Apri il cassetto, sfogli le cartelle, tiri fuori quella che ti serve. Sai dove sono le cose perché le hai messe tu da qualche parte.
una password per tutto
Una sola chiave apre tutto. Dentro, ogni progetto è un file cifrato a sé.
apri col dito
Touch ID al posto della password. Ogni tanto te la richiede comunque, per non fartela dimenticare.
si richiude da solo
Dopo un po’ che non lo tocchi, e appena blocchi lo schermo o chiudi il portatile.
appunti che si svuotano
Le password copiate spariscono dagli appunti da sole, e non finiscono nella cronologia né sugli altri dispositivi.
Chiuso bene.
E aperto a te.
Ogni cassetto è chiuso con una serratura di livello bancario. Ad aprirla è la tua password, e nient’altro: senza quella, il file non dice niente a nessuno.
lenta apposta
Per forzarla bisognerebbe indovinare la password, un tentativo alla volta, e ogni tentativo costa tempo. Con una password decente non basterebbe una vita.
i cassetti restano tuoi
Sono file sul tuo computer, in una cartella normale. Puoi portarteli via quando vuoi, e restano leggibili anche fuori da Hush.
chiave di scorta
Al primo avvio ne generi una da stampare. Se dimentichi la password è l’unico modo per rientrare, perché non c’è nessuno a cui chiederla.
Porta dentro
quello che hai già.
Un tasto solo: gli dai il file che hai e capisce lui da dove arriva. L’archivio di un altro gestore, anche se è chiuso a chiave. Quello che tiene da parte il browser. Un elenco messo giù a mano. Prima di portare dentro qualcosa ti fa vedere cosa sta per entrare, e decidi tu.
Dal Mac all’iPhone.
Senza passare da nessuno.
Apri Hush sul telefono, lui cerca il tuo Mac sulla stessa rete WiFi, tu confermi sul Mac e i cassetti passano di là: cifrati, da dispositivo a dispositivo, con nomi, icone e post-it. È una sincronizzazione senza nuvola: i tuoi dati viaggiano un metro, dentro casa tua, e non toccano mai un server.


tutto in locale
Il collegamento è diretto fra i due dispositivi, sulla tua rete. Nessun account, nessun passaggio in un archivio altrui, nemmeno cifrato.
confermi tu, ogni volta
Il Mac ti chiede il permesso prima di mandare qualunque cosa. Se non sei tu a chiederlo, non parte niente.
chiusi anche in viaggio
I cassetti viaggiano già cifrati con la tua master password, su un canale a sua volta cifrato. Aprirli si può solo con la password, di là come di qua.
Compila da sé,
dove stai scrivendo.
Non serve aprire Hush e copiare: la password arriva già dentro al campo giusto, sul Mac come sul telefono.
su Mac, dentro Safari
Un’estensione per Safari aggiunge un tasto sopra ogni campo password: lo tocchi, scegli la voce giusta, e utente e password si scrivono da soli. Niente copia-incolla.
su iPhone, ovunque
Hush si registra come gestore di password di sistema: il tasto per compilare compare da solo in Safari e in qualunque app, non solo dentro al browser.
Sette giorni di prova, poi serve la licenza. Una licenza vale per un dispositivo, e si sposta su un altro quando cambi macchina.
- compilazione automatica, su Mac e iPhone
- si sincronizza fra Mac e iPhone
- aggiornamenti compresi
- nessun rinnovo, nessuna scadenza
- funziona senza connessione
- licenza trasferibile
Le cose che
mi chiedono.
Se dimentico la master password?
Rientri con la chiave di scorta che Hush ti fa generare e stampare al primo avvio. Se hai perso anche quella, i tuoi dati non sono più recuperabili: non li ho io, non li ha nessun server, non esiste nessun «recupera password». È il prezzo del fatto che nessun altro possa leggerli.
Le password si sincronizzano fra i miei dispositivi?
Sì, ma non come al solito: Mac e iPhone si passano i cassetti direttamente, sulla tua rete WiFi, senza passare da nessun server. Confermi sul Mac e arrivano di là, cifrati. Fra due computer invece esporti i cassetti da uno e li importi nell’altro: restano file tuoi, che si spostano come qualunque altro file.
Funziona su iPhone?
Sì: c’è l’app per iPhone, compagna di quella per Mac. Al primo avvio si collega al tuo Mac sulla stessa rete e riceve i cassetti, così di là trovi le stesse cose, con la stessa master password.
Cosa succede dopo i sette giorni?
Il programma si blocca e serve la licenza. I cassetti restano tuoi: dalla schermata di blocco puoi sempre portarteli via, e li riapri anche con altri programmi, anche senza Hush.
Posso usarlo su due computer?
La licenza vale per un dispositivo alla volta. Puoi staccarla e riattaccarla altrove quante volte vuoi, per esempio quando cambi macchina.
Perché niente rimborsi?
Perché ci sono sette giorni di prova completa prima di pagare: puoi verificare se ti piace senza rischiare niente. Una volta comprato il programma ti viene consegnato subito, e per la legge europea la consegna immediata di un contenuto digitale fa decadere il diritto di recesso, cosa che accetti al momento dell’acquisto.
Raccogliete dati su di me?
Il programma non manda niente da nessuna parte: non c’è telemetria, non c’è analitica, non c’è nemmeno un controllo della licenza online. Il sito raccoglie solo quel che serve a vendere, ed è scritto nella privacy policy.